
I miei figli guardano con ammirazione i personaggi sportivi, imitano il modo di parlare, il modo di giocare, vogliono vivere come Beckam, Totti, Federer, e se arriva un prodotto con la loro pubblicità sembra che non possono vivere senza, perchè se la brioche la mangia Ronaldo, anche io sarò come lui, lo spirito di emulazione si sa è grande! Per non parlare dei personaggi dei fumetti dalle Winks, Winnie the Pooh ecc ecc. Purtroppo nessuno si preoccupa della qualità nutrizionale dei prodotti, vediamo perchè.
Bisogna fare una distinzione tra testimonial sportivi e personaggi dei fumetti. Nel caso dei personaggi dei fumetti o dei cartoni, un azienda che ha i diritti d’autore della proprietà intellettuale del personaggio, cede per un'altra azienda i diritti di utilizzazione del personaggio, nessuno si preoccupa di imporre dei limiti, qualsiasi prodotto va bene. Per testimonial avviene la stessa cosa prestano il loro volto e la loro immagine a un prodotto alimentare ma sono personaggi reali e non di fantasia, che con il loro stile di vita sono testimonial del prodotto.
Qualche numero fa' il Lancet sostenne che era una cosa inaccettabile che personaggi noti, facessero promozione a prodotti alimentari in particolare per bambini con alto contenuto di zuccheri, grassi, sale . Questa tabella pubblicata è stata creata da FSA in Regno Unito, ma è riproducibile anche in altre nazioni dell'Europa.
In Italia io ricordo A.Howe (kinder bueno) la squadra nazionale di calcio (Nutella) Massimiliano Blardone, Giorgio Di Centa, Pietro Piller Cottrer, Camilla Borsotti, Lucia Recchia, Alberto Schiavon, Karen Putzer (pocket cofee) Antonietta Di Martino, Alex Schwazer e Josefa Idem, (Kinder ) G. Ferrara (danette coppa bianca), alcuni calciatori (pepsi cola)....
Il problema è come questa comunicazione si oppone alle campagne di salute pubblica per incoraggiare una riduzione del consumo di sale, zuccheri e grassi saturi. La visibilità è diversa, più simpatica e coinvolgente, il budget pubblico è molto inferiore al budget della comunicazione di un azienda e vanifica qualsiasi sforzo. Alcune agenzie governative hanno provato a stabilire degli accordi con le aziende tipo Coca cola ma tali programmi sono destinati a fallire prima ancora che a iniziare dato la poca affidabilità delle aziende coinvolte.
Ho provato a sentire alcuni campioni di sci “È difficile rinunciare a una proposta pubblicitaria se specialmente pratichi uno sport che non è il calcio, non ti puoi permettere di rifiutarla a livello economico; l'esempio non deve arrivare solo da noi sportivi, ma dalla famiglia e dalle istituzioni” e N. Castelnuovo indimenticato testimonial dell’Olio Cuore “Per tutti sono ancora l’uomo dell’olio, non rinnego quello che ho fatto, mi ha dato il calore del pubblico. Ho prestato la mia immagine per un prodotto che promuoveva uno stile di vita sano, anche se allora si pensava che olio di semi era dietetico”
Recentemente sono stati posti alcuni limiti ai spot della pubblicità di alcuni prodotti alimentari tanto che è diminuita la percentuale degli spot alimentari nel corso dei programmi per bambini ma è aumentato il numero degli spot di pubblicità in altri momenti della giornata, ciò significa che l'esposizione globale per bambini è aumentata e non diminuita. Come dimostra la tabella esposizione ai mezzi di comunicazione in percentuale (%) ad essere più a rischio sono i 11-13 anni più esposti alla televisione e alla pubblicità .
Un altro modo per eludere i limiti sulla pubblicità per bambini è quella di creare dei nomi di marca che richiamana al prodotto senza dichiararlo cosicché se non posso fare la pubblicità della Coca cola, posso fare quella della Diet coke. Approvata la legge trovato l’inganno.
Come genitori sappiamo cosa fare , ma gradiremmo che a livello politico , oltre che alla linee guida e ai codici di autoregolamentazione a cui personalmente crediamo poco, ci fosse una norma che vieta l’uso di celebrità per gli alimenti si scarsa qualità nutrizionale. Cosa ne pensate dei famosi per la pubblicità di alimenti come snack?
Nella tabella qui sotto come valutare i prodotti in modo semplice per i bambini, in verde quelli che possiamo mangiare senza problemi a basso contenuto di sale, grassi, grassi saturi, zucchero. es fino a 5 grammo di zucchero per 100 gr, possiamo mangiarlo senza problema, qualche volta quelli tra 5,1 e 15 gr, raramente quando gli zuccheri superano 15, 1 grammi per 100 gr.

Es. Kinder Bueno 100 gr. kcal 567 di cui grassi 36,8 gr. non può considersi un prodotto da consumare a frequenza libera.

Nati per chi non vuole rinunciare al gusto del gelato nonostante una dieta ipocalorica, hanno conquistato con il sapore della frutta una vasta platea , sono senza latte con sciroppo di zucchero e frutta, si possono fare in casa degli ottimi sorbetti, ma sono molto richiesti nelle gelaterie, ci sono anche diversi versioni industriali chiamate "smoothie" con una buona percentuale di polpa di frutta che va dal 77% al 60% come per esempio i sorbetti
Sono i gelati realizzati con ingredienti di cooperative cha aiutano lo sviluppo dell’agricoltura nei paesi del terzo mondo. Sono in vendita nel canali commerciali di commercio equo e solidale ma anche nelle gelaterie.
Cosi molte aziende hanno capito che il consumatore vuole prodotti autentici, prodotti sani e prodotti di qualità come i
Gelati si con le verdure hanno molto successo il gelato al peperone proposto dall'azienda 











Le bevande si differenziano perchè la linea Vitamine Water 10 contiene dieci calorie mentre la linea Vitamin Water 19 Kcal , quasi il doppio, ed è composta da 4,6 g di zuccheri per 100 ml, (3 zuccheri diversi , oltre alla stevia, di cui abbiamo parlato sopra, che qui è denominata Truvia, c'è Erythritol e fruttosio cristallizato) non è poco perché mentre di una porzione di alimento sono sufficienti 100 grammi come peso, delle bere le proporzioni sono più grandi, bisognerebbe bere almeno 2 o 3 litri d’acqua al giorno, una bottiglia da 0,5 litri contiene 23 grammi di zucchero non è poco, a rapido assorbimento se non accompagnati con delle fibre come quelle contenute nella frutta ! 




Questa è l'etichetta che in genere si presenta al consumatore mancano le informazioni sull'animale, sull'allevamento e sulla macellazione e frollatura, che sono inserite nel codice di rintracciabilità non disponibile ai consumatori. Ci sono invece dove è nato, dove è stato allevato, il numero di appovazione del macello e il numero di appovazione del laboratorio cioè dove sono state sezionate le diverse parti. Un indice negativo è quando ci sono 4 luoghi diversi come per esempio nato in Olanda, allevato in Polonia, macellato in Germania, tagliato in Francia, nessuna carne di qualità "gira" cosi tanto. Bisogna preferire le 4 I, nato in Italia, allevato in Italia, mecellato in Italia, tagliato in Italia. Oppure carne bio certificata. Dal mio punto di vista mancano le note più interessati per il consumatore, quelle attuali anche se meglio di niente non aiutano a scegliere a distinguere la qualità se non a occhio nudo.



