martedì 25 novembre 2014

Chi sono i più grandi consumatori di formaggi? Quale incidenza su obesità e osteoporosi?

In questi giorni è stato pubblicato sul giornale economico The Wall Street Journal, la classifica dei paesi più consumatori di formaggi, ho voluto confrontare questi dati con le statistiche di alcune patologie che sono in qualche modo collegate nella cultura comune al consumo di formaggi per vedere se a livello statistico ci sia una relazione tra più alto consumo di formaggio e l'Obesità e l'Osteoporosi.

Chi sono i più grandi consumatori di Formaggi nel mondo?

1. Francia: 25,9 kg. per abitante nel 2013
2. Islanda: 25,2
3. Finlandia: 24,7
4. Germania: 24,3
5. Estonia: 21,7
6. Svizzera: 21,3
7. Italia: 20,7
8. Lituania: 20,1
9. Austria: 19,9
10. Svezia 19,8


Consumo pro capite non esprime la grandezza del mercato

Il consumo procapite però è un dato relativamente significativo perchè mette sullo stesso piano Francia con 66 milioni d'abitanti e l'Islanda con 300 mila abitanti, due mercati diversi sopratutto per volumi e varietà.

Quello che spicca è che i formaggi sono consumati più in Nord Europa che nel Sud Europa, l'aspetto se vogliamo interessante è che questi sono anche produttori di formaggi, sembra che consumatori di formaggi e produttori di formaggio condividono lo stesso paese e lo stesso spazio.

Si potrebbe pensare che ci sia un collegamento tra ambiente temperature e consumo di formaggio a incidere sicuramente di più l'intolleranza al lattosio, si conta che il 95% dei cinesi sia intollerante al lattosio, comune anche a molti altri paesi asiatici, africani e del Sud America.

Mi ha molto sorpreso non vedere nella classifica alcuni paesi molto noti per i loro formaggi come i Paesi Bassi,la Polonia, il Regno Unito che è nelle posizioni intermedie con 11,6 kg per abitante all'anno come anche gli Stati Uniti con 15,6 kg.

Agli ultimi posti della classifica spicca la Cina, la Colombia il Sud Africa e il Sud Korea con meno di 2 kg di formaggio all'anno.


Consumo di Formaggi e Obesità e sovrappeso

Si è sempre detto che i formaggi sono ricchi di grassi e quindi sono dei prodotti che facilmente aiutano ad essere in sovrappeso e obesi, ho confrontato questi dati con i dati a livello mondiali dell'Indice di Massa Corporeo Medio (BMI).

Il primo paese europeo per numero medio più alto di BMI è la Grecia, che invece non è un gran consumatore pro capite di formaggio, al secondo posto la Germania che abbiamo visto essere il quarto paese per consumo pro capite di formaggi, mentre terzo il Regno Unito.

Se andiamo a vedere anche i dati relativi all'Obesità. il Regno unito è il primo paese per percentuale d'obesi con il 23% seguito dalla Grecia il 22% e la Germania con 13%.

Tra i paesi che invece che consumano poco formaggio, si differenzia la Colombia che hanno un BMI medio di 26,6, il Sud Africa 26,3 degli indici che possiamo definire alti.

Classifica BMI medio nei paesi europei

1. Grecia 27,5 (13° nel mondo)
2. Germania 27.1 ( 23° nel mondo)
3. Regno Unito 27,0 (26° nel mondo)
4. Slovenia 26,5
5  Austria 26,4 
6  Finlandia 26,4
7  Svizzera 26,1
8  Croazia 26
9  Portogallo 25,8
8  Spagna 25,7
9  Lituania 25,5
10.Ungheria 25,5
11 Svezia 25,4
12 Norvegia 25,3
13 Polonia 25,1
14 Italia 25,1
15 Paesi Bassi 25

Questa analisi indica che il consumo di formaggi potrebbe influenzare in qualche modo il peso ma non in modo determinate, ben 5 paesi europei su dieci , sono tra più grandi consumatori di formaggi hanno anche in BMI in media più alto, ma può essere solo indice di un alimentazione più ricca, il primo paese tra i più grandi consumatori di formaggio è la Germania secondo in Europa ma 23° nel mondo. 

La Grecia che ha media del BMI più alto è tra i paesi europei sotto alla media per il consumo di formaggio. La Francia nonostante siamo i più grandi consumatori di formaggi hanno la media dell BMI di 24,9 più basso dell'Italia che è di 25,1. 

C'è una spiegazione nella cultura alimentare, i francesi mangiano il formaggio con molte verdure, per esempio salade de chevre chaud, cioè insalata con formaggio caldo oppure sopra la zuppa di cipolle, nella torta di porri, pertanto è l'alimentazione nel suo complesso, le abitudini alimentati e stile di vita permettono d'avere consumi alti di formaggio pro capite e bassa percentuale di BMI.


Consumo di Formaggi e Osteoporosi

Abbiamo sempre sentito dire, mangiare più porzioni di latte e prodotti derivati del latte per prevenire l'osteoporosi, abbiamo esaminato l'incidenza di una delle conseguenze più gravi dell'osteoporosi il rischio della frattura delle ossa dopo i 65 anni, i paesi più a rischio sono:

1) Regno Unito
2) Stati Uniti
3) Svezia
4) Canada
5) Austria
6) Svizzera
7) Russia
8) Francia
9) Germania
10) Finlandia

Bene notare che sei paesi su dieci sono tra i primi dieci consumatori di formaggi, nonostante siano nella classifica di consumo più alto di formaggio procapite sono tra i paesi con il maggior rischio di fratture dopo i 65 anni, pertanto che abbiamo sempre in particolare modo nel post il latte è un veleno 2, il consumo di più porzioni di latte e latticini può non essere efficace nella lotta contro l'osteoporosi.


Sintesi: questi dati cosa ci suggeriscono? Che il consumo di più porzioni di latte e derivati del latte potrebbe non incidere sulla prevenzione dell'osteoporosi, anzi i paesi che consumano in media più formaggio hanno il maggiore rischio di fratture ossee dopo i 65 anni, mentre invece per quanto riguarda l'obesità e il sovrappeso esiste una relazione ma non è determinante, per lo meno sembra incidere in alcuni paesi nel senso d'indice di un alimentazione ricca e per niente in altri paesi, il primo paese tra i più grandi consumatori di formaggio con BMI più alto è la Germania al 23° posto, che ha un indice d'obesità del 13% nella popolazione.

Come abbiamo sempre detto l'obesità ha cause multifattoriali e le patologie devono essere valutate in base ai comportamenti individuali, non è detto che se si abita in un paese con BMI alti di media si deve essere per forza obeso e sovrappeso anche se il contesto nel quale si vive è uno di quei fattori che bisogna sempre prendere in considerazione.

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giovedì 20 novembre 2014

Caro Ministro della salute ma è più preoccupata della salute delle aziende che della salute degli italiani?

Leggo oggi su un quotidiano che il Ministro della Salute si oppone alla proposta dell'Oms della riduzione dei zuccheri nei prodotti industriali perchè è un attacco all'aziende italiane, non c'è alcuna prova della relazione tra zucchero e obesità!

Un dubbio sorge, caro Ministro della Salute ma è più preoccupata della salute delle aziende o della salute degli italiani?

Anche io ogni tanto la mattina mi sveglio e mi sento bagnino della serie Baywatch va beh poi mi vedo allo specchio e ritorno quello del giorno prima, sarà capitato anche al ministro si è svegliato stamattina come Ministro dell'Economia o non della Salute? Può succedere!

Caro Ministro, un invito a riflettere, quello proposto dall'Oms non riguarda solo le aziende italiane ma tutte le aziende di tutti i paesi, a prescindere dal fatto che io sia d'accordo o meno, perchè se dipendesse dalle aziende metterebbero nei prodotti di tutto e di più, le norme di legge si fanno per tutelare la salute dei consumatori e non la salute delle aziende!

Non a caso per fare notare meno il contenuto di zucchero lo chiamano in  più modi, pur di non farlo comparire primo nella lista degli ingredienti, così allo zucchero si aggiunge ogni tanto sciroppo di zucchero, sciroppo di mais (di quale mais non si sa neanche bene, chi vuole capire capisce), sciroppo di zucchero invertito, sciroppo di glucosio-fruttosio ma sempre zuccheri sono, per non parlare degli edulcoranti.


Aziende italiane? 
Mi permetta di dissentire, bisognerebbe specificare di quale aziende parliamo, vorrei vedere quante di queste veramente danno lavoro in Italia, molto aziende hanno delocalizzato producono al di fuori dell'Italia e hanno la sede in Lussemburgo, sono italiane solo di nome hanno il 90% della produzione all'estero, si può dire che un azienda sia italiana se dà lavoro e ha stabilimenti in Russia, Serbia e Romania?

Di questi giorni la notizia che una nota azienda alimentare italiana che negli ultimi dieci hanno ha fatto solo investimenti all'estero (cioè delocalizzato, portato il lavoro fuori dall'Italia) ora si avvia al fallimento e chiede di essere salvata, mi auguro non con il danaro dei contribuenti italiani ...

Riduzione non solo di zucchero
A prescindere dal fatto che io sia d'accordo o meno se le aziende riducono lo zucchero nei prodotti industriale sarebbe un ottima cosa stabilire dei limiti dei mix di zuccheri,  delle percentuali dei grassi e del sale come d'additivi, anche se la dipendenza da un prodotto dal gusto dolce è dato sia da una dipendenza psicologica, che fisica, che gustativa, più zucchero ingeriamo meno il palato ne percepisce il sapore e più sentiamo la necessità di zucchero.

Chiaramente limitare l'uso di alcuni ingredienti non basta, perchè non tratta la dipendenza psicologica e fisica, si è passati da un dolce a settimana alla frequenza di prodotti con zucchero a tutte le ore del giorno, basta accendere un attimo il televisore e vedere pubblicità solo di snack dolci.

Serve una politica coerente con programmi multidisciplinari
In questi anni abbiamo visto passare per frutta, pezzettini di frutta con l'80% di zucchero, yogurt con più del 20% di zucchero, lattina di bevande con 7 bustine di zucchero, si può anche continuare cosi, però l'obesità ha causa multifattoriali è vero ma non piove dal cielo!

A quanto un programma di salute sull'attività fisica della popolazione, su come agevolarla  e stimolarla a tutte le età?

Nell'articolo si cita che Lei è contraria alla sostituzione degli zuccheri con gli edulcoranti, anche io, però l'Efsa gli ha resi perfettamente legali e utilizzabili, è stata proprio l'Italia con i suoi rappresentanti uno dei promotori, io se vedo un prodotto con asptartame o altra edulcorante non lo acquisto.

Dovrei state ancora qui a spiegare l'indice glicemico di come si misura e cos'è? Di tutta le letteratura medico scientifica sull'abuso di zucchero, preferisco di no, non sono più interessato a fare cambiare opinione a qualcuno.

Purtroppo sembra che si possa supporre da quello che si legge sui giornali, che ci sia una parte della classe politica e della classe dei medici che sia sponsorizzata dalle aziende per dire di tutto e di più, io avrei anche altre parole ...


Educazione nutrizionale delle aziende anche no, grazie
Si dice non bisogna proibire ma fare educazione, cioè più soldi dello stato che vuole dire più soldi in tasse dei contribuenti, io vedo fare educazione da venti anni, spendere milioni e milioni d'euro, ma con quali risultati?

Per non parlare dei siti delle aziende in cui l'educazione nutrizionale viene utilizzata per vendere creme al cioccolato a tutte le ore, ricche di zucchero e altri ingredienti di dubbia origine! Anche che no grazie, vendi prodotti ricchi di zucchero che promozioni da mangiare 24 ore su 24, almeno risparmiaci l'educazione nutrizionale del super esperto!

Per quanto mi riguarda mi sembra oramai tutto un circo equestre tra belve addomesticate, giocolieri, acrobati e pagliacci.

Da quello che sembra mi fa l'idea che la politica non difenderà mai la salute delle persone, mi sembrano che siano sono troppo impegnati a difendere la propria.

Avete voglia di dolce fatevelo a casa ma non diventate dipendenti da merendine, biscotti, crema al cioccolato, non va mai bene il proprio benessere sia fisico che psicologico essere dipendenti da qualcosa, ma sopratutto essere dipendenti da qualcuno.


chiedo scusa questo è un po' un monologo ma se qualcuno ha da dire qualcosa...